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sabato, 24 novembre 2007

“sei talmente stupido” mi dici soldatina “quando parli m’impazzisce anche la chiara d’uovo” e tu sai dove te la metterei burro compreso? “Sei così pieno di te” Mi dici soldatina “Così pavone, così tacchino” Quando lo dici penso solo che mi farei una bella pollastrina? “Stammi lontano vanesio” Mi sbatti in faccia “Di te potresti riempire un’enciclopedia e riscrivere la Bibbia” Ma tu lo sai che scrivo poesie solo per fotterti? “Sei così superficiale” Mi dici soldatina “Pensi solo a quella cosa lì” Io invece no, io ho pensieri più profondi… capisci, vero? Bonny
venerdì, 16 dicembre 2005
LUCE

se della memoria e delle immagini rimarrà impressa luce nello spazio
di questo giorno, di questo bacio,
di questo sfiorarsi dolcemente il petto
oh amore
nulla luce si consuma alle origini di questo universo
nel latte che tutte le mattine alla tazza verso
al passo che lento di vita si allontana
alle tue caviglie
dove saremo quando raggio rifulge?
Tu al governo di Dio ed io presso di te
che nulla è nulla e mai e poi mai…
Bonny
mercoledì, 23 novembre 2005
48 AMANTI

Giocatore di bocce
che calcoli la misura il peso e la forza
di sfere che in parabole la distanza sottende
cos’è per tua moglie che dalla mano ti sfugge
se una carezza lei si attende?
E tu del cielo scienziato
che conosci degli astri il moto preciso,
lo zenit, l’eclisse e il tempo del fedele solstizio
e d’ogni pianeta e d’ogni cometa la rotta e il suo giorno
quand’è che hai guardato la luce negli occhi di tua moglie
la sera al tuo ritorno?
E poi anche tu rigattiere
che di legni e d’argento il tempo ti svela che arnesi t’han fatto
e valuti il fregio e l’incastro perfetto
per quanto hai venduto tua moglie,
per quanto il vostro letto?
Avevo una moglie una volta
con lei avevo perso la misura il tempo e il valore
ed ora è per me stesso,
né per lei né per i suoi 48 amanti,
che serbo rancore.
Bonny
mercoledì, 03 agosto 2005

il giallo l’ho graffiato sulla pelle che scaldava
il rosso, tutta una vita per evitarlo, adesso il cuore è brace
del verde non ho alcuna invidia a tre giorni dall’autunno
al celeste senza alcun confine
ed al grigio fratello suo chiedo limite e misura
al blu invece mio fratello ho scippato le parole più cupe
ma del bianco ho scelto figli
e del nero me ne frego che mi fa paura
Bonny
domenica, 19 giugno 2005
COLLINA DI COLORE

nel mare della luce non ho scritto
né di te né di me
però l’ho pensato
quando a quel rudere ho chiesto la sua età
ho generato la sua vita e mi ha condotto
a raccogliere semi da ciascun fiore
insieme seminiamo una collina intera
proprio ai confini dell’autostrada
così che dalle automobili tutti possano vedere
tutti possano pensare ai centocinquanta all’ora:
“che ne sarà di tutto quel colore?”
nel mare della luce non ho scritto
né di te né di me
però può bastare una collina di colore
bonny
venerdì, 27 maggio 2005
intervallo

giovedì, 12 maggio 2005
BALLERINA DI FANDANGO

Giù, sull’unica sponda d’accesso a quel fiume,
scenderò dolcissimo ballerina di fandango.
Ti porterò lavanda e ossi di seppia
non farmi quel trucco e attendi un istante
non sciogliere il nodo che lega la barca.
Ho parlato col mio vecchio maestro di scuola
dell’unica storia che non avevo mai letto,
di un libro strappato il primo giorno sulla porta di scuola.
Così adesso scenderò dolcissimo
e con miele di acacia sulla punta delle dita
t’accarezzerò le rughe agli angoli delle labbra
ballerina di fandango.
Bonny
martedì, 19 aprile 2005
NONOSTANTE QUESTO

mi fu data prova certa
mi fu concesso di tastare
con dita perplesse
della forma di seguirne i contorni
e il vasto spazio occupato
della superficie di palparne
le asperità e la parte più vellutata
mi fu permesso di annusare
di zolfo e cloro
e tempo e tempo e tempo
persino per poter gustare
palato rugginoso dolceamaro
non ho creduto alla sua essenza
eppure dell’Invidia
nondimeno della Gelosia
mi fu dato grasso boccone
e straripante coppa
ed io …
ancora lì che non ci credo
Bonny
domenica, 10 aprile 2005
PICCOLA RUGA

appassiscono questi anni ma l’immagine tua, in virtù di un innaturale destino,
ha maggior splendore, ed i tuoi innamorati,
presi da rinvigorita euforia, esitano alla tua processione
tu che, scalza di ogni comune attributo,
alla sorte ed al suo recapito hai premesso,
col patto suggellato in età,
la tua sfacciata lusinga
siamo di luce eppure la caligine avrà conquista
le nostre palme avranno altri eredi, ed apparirà decadente
l’ostentazione della maturità a piccoli tagli soggiogata
nello svogliato rimiro della vita trascorsa splenderanno piccole rughe
dove bene e pena netto il solco distinguono
fammi sapere se ancora ti interessa questa faccia di vento e calcare
questa è la mia casa, questo è il mio indirizzo
prendi nota nella tua piccola agenda d’acciaio
e se ancora avrai tempo che ti trattiene, mandami un biglietto
Bonny
lunedì, 21 marzo 2005
NON TUTTO E' EROSO

All’impeto del giudizio dovrei domandare mutamento
Ed alla sprovveduta sincerità chieder di volgere ad un più dignitosa
Calcarea prudenza?
Del geroglifico che Dio di me ha impresso
Su ripida rupe
Il ramarro ne fece oscena tana e
L’eguale smeraldino muschio
Dal suo escremento ne trasse saprofita vantaggio
Si persero i suoi vividi prescelti toni e il netto intaglio
Nel vorticar d’acqua e di nebbie
Ora la vaga luce guizza
Con imprecisi segmenti
Agli occhi ingannati
L’indeterminata ora dello sfinimento
Mi troverà giocando a mosca cieca quando io
Credevo di giocare ai quattro cantoni
Tra l’america, l’africa, l’asia e l’oceania semplicemente
Mi beccherà in pianura padana poi
Con far di pietà
Ne pulirà le volgari tracce dell’oltraggio
Ne dipingerà i solchi in tinta di memoria
E rosso color del sangue ossigenato
L’immenso sole sposterà un suo raggio per rinnovare
Con far di grazia
Il rinvenuto coraggio
Provateci voi ora a ragionar di solo cuore
Che il polso mio di spada ho rotto
Che lingua di eloquenza s’è dissolta
Di quel graffito su quel sasso non tutto è eroso
Bonny
lunedì, 14 marzo 2005
IL TEMPO CHE HO
(SE E QUANDO)

Se e quando ci avremo
non voglio che sia di pelle né di labbra
non voglio che sia di altrui dolore
non voglio che sia di rancore
per poi sentir dire:
“facciamola finita una volta per tutte”
come se per te fosse insignificante
se e quando ci avremo
non voglio che sia come l’onda alla sabbia
come maestrale alle ali del migratore
non come puledra alle gonfie mammelle
che il tempo
in suprema potenza separa
…
Come pietra alla torre
come radice alle foglie
così come le vene al cuore
voglio che sia
se e quando ci conquisteremo
…
non ho comunque tanta fretta
mi basta soltanto un secondo
per non lasciarti mai
Bonny
domenica, 06 marzo 2005
UNA BAMBOLINA DA QUATTRO SOLDI  Ho pianto e pregato per voi se mi credete Ora sono stanco e non ne sono capace Ma voi che ancora potete dite una preghiera per me Per me soltanto Che per ognuno di voi ha pianto e pregato
Ho predicato per le città del fiume senza un drappello a seguirmi Non una medaglia a fregiare queste stracci Ho raccolto la mia bellezza e l’ho gettata da un ponte Non avevo nessuno a guardarmi
Il mio cuore l’ho sputato su strade d’asfalto e kerosene L’ho barattato per una vacanza premio coi punti del supermercato Né figli né donne a baciarmi Dei miei soldi e del mio cappello ho fatto carità Non ho un vestito decente per andare in chiesa
C’è un amore banale che fa male a pensarci Una bambolina da quattro soldi L'ho incontrata in una balera da due soldi L’avrei pagata il doppio di ciò che chiedeva Ma non avevo nemmeno un fiore da regalarle
Ho corso veloce su questo pantano Non ho raccolto nessun frutto dall’albero del male Nessun frutto dall’albero della grazia Convergono ora come spade le indecenze della nullità Avrei potuto almeno raccogliere fango da bere
Se mi chino o Padre su questa riva del mare Posso pigliare pesci con le mie mani Posso mietere rami e spine di ginepro Sale grezzo e bruno e rosmarino selvaggio Ma non ho nemmeno una scintilla per accendere un fuoco
Ho pianto e pregato per voi se mi credete Ora sono stanco e non ne sono capace Ma voi che ancora potete dite una preghiera per me Per me soltanto Che per ognuno di voi ha pianto e pregato
Bonny
domenica, 27 febbraio 2005
TRE CARTE

Potrei essere più realista stanotte
Mentre scendo piano giù da questa valle deserta
La mia berlina ha il motore al minimo
C’è un silenzio di neve stanotte
E forse c’è un cielo dietro quei monti punteggiati
Forse c’è un cielo dietro quelle foreste
Ma io scivolo piano giù insieme alla mia berlina
E non sono per niente realista.
C’è un unico bar su questa strada
La gente gioca con sole tre carte in silenzio
Ho sete ma non importa
Ho sonno ma debbo scendere giù da questa valle
Ci sarà un dio stanotte che mi terrà la mano,
che sveglierà i miei occhi
Ci sarà almeno una sola speranza che tu mi aspetterai
Ma non sono per niente realista.
Non voglio ascoltare nessuna radio stanotte
Nessuna voce, nessuna canzone
Che potrebbe raccontare di te
Del tuo omicidio, del tuo delirio
Di te che sei partita e di te che non tornerai
Debbo solo scendere da te in questa notte di neve e di tre carte
Debbo mostrarti le mie colpe.
Ti svelerò i miei segreti, i miei trucchi ed i miei inganni
Ti mostrerò cento costumi di scena ordinati per situazione
Ti porgerò una tanica di gasolio ed una torcia accesa
Sceglierai tu la tua vendetta stanotte:
me, la mia berlina od i miei costumi.
Aspettami stanotte prima di giudicare
Prima di scegliere la tua carta.
Bonny

lunedì, 21 febbraio 2005
PICCOLO UOMO FRAGILE 
Solitario olmo di oltre cent’anni Che sotto di te l’orzo, l’avena e il trifoglio s’avvicenda Che di fulmini e della pioggia grossa di maggio Del gelo e della brina e di cento freddi solstizi hai tremato Che del vento che i rami ti strappa Del meriggio che d’estate ti secca Dov’è che radici hai piantato?
Su questa umile terra! Che gonfia al livore del temporale E crepa nei giorni di mezzo Che sprezzi col piscio e lo sputo Mio piccolo e fragile uomo È proprio in questa terra che sono cresciuto.
Oh vento che di nulla sei fatto Che odori di foglie morenti Di sabbie del Sahara, di ozono pungente Che porgi l’asciutto e scambi con l’acqua Poi, teso rimani all’ala che plana Che sibili forte alle porte rinchiuse Dov’è che ti svuoti e alfine riposi?
Su questa umile terra! Che gonfia di ansie e sospira di notte Che soffia d’invidie E tesse miserie con filo di seta Mio piccolo e fragile uomo È questo quel luogo che infine mi quieta.
E tu fiume, che anche la roccia al tuo passo si fende Che accogli di fossi, canali e di ghiacci l’abbraccio Che scivoli sotto le radici dei pioppi Poi in cielo in silenzio svapori E su argini e fossi fai salti di limo Dov’è che riposi in questo cammino?
Su questa umile terra! Ch’è verde di boschi e lattuga Che nuvole in mare tempesta e s’asciuga E offendi con lacrime e tradimenti di ciascuno sposo Mio piccolo e fragile uomo È lungo queste strade che io mi riposo.
Infine dimmi tu di schizzanti elettroni luce Che invadi l’ombra e le notti E dritta o riflessa colori Che tagli d’obliquo pareti e finestre E dentro ciascuna di esse hai spiato Che navi con cento cannoni hai scortato E sotto ogni monte un giorno hai brillato Dov’è che ti spegni, dov’è che finisci?
Su questa umile terra! Che cambia di facce e ha gli occhi rotanti E ancora s’abbaglia a rari diamanti Ove spargi rancore e scordi l’Amore sublime Mio piccolo e fragile uomo È dentro i tuoi sogni che io trovo fine.
Bonny
domenica, 13 febbraio 2005
Piccolo Motel del Rimmel scaduto 
Dove si sdraierà stanotte la moglie del Vagabondo? Quale dei suoi cinque letti stanotte sceglierà? Aspetterò che venga il mio turno Che siano lavate e stirate le mie lenzuola Intanto praticherò il mio giudizio Affinché nessuno possa dire: “Ha sottratto tempo al suo tempo!” ed un altro di me dica: “Ha governato a tempo scaduto!”
Ho assediato tutti i motel di questa città Ho seminato biglietti da venti Per sentirmi dire da ogni portiere: “non c’è un letto libero ragazzo, nè per il giorno né per la notte” ma ogni prenotazione porta il tuo nome su ogni registro c’è un filo dei tuoi capelli.
Stai attenta bambina, se puoi non farmi male insieme ad un altro fottuto nel Piccolo Motel del Rimmel scaduto.
Mi incammino su qualsiasi strada Ognuna porta alla Nuova Gerusalemme Sui cigli la gente sta fabbricando nuove croci Le ragazze intrecciano rami di biancospino Le mie scarpe sono sporche e bucate Non posso salire quel monticello Non senza averti detto che probabilmente ti amo.
Oh, delle cospirazioni e delle menzogne! ho pensato che c’è un accordo non scritto tra te ed alcuni ladroni ma sto costruendo patiboli senza alcun progetto senza corde, senza bastoni Madre, oh madre ho voglia della tua casa Mi manca il caffelatte della mattina
E tu bambina ripensaci se puoi non farmi male insieme ad un altro fottuto nel Piccolo Motel del Rimmel scaduto. Bonny
domenica, 06 febbraio 2005
VERRA' IL CARRO MINORE 
A me lo diresti mai che sotto questo albero hai visto fiori sbocciare sul legno? Fiori rosa, fiori di pesco, un trionfo di profumo, un tripudio di malinconia e di pioggia leggera, leggera fino al polline, entro i cangianti calici. E le api, e le vespe che si ritirano a fronte di tutte quelle lacrime così come mi ritiro io a fronte delle tue lacrime entro i tuoi cangianti occhi, sull’esilio del nostro Amore a rivedere tutte le spine venute poco a poco che nessuno sembravano ferire.
Ma della vanità del tuo impietosire, dei giudizi, chi sarà più salvo al nostro dire? Sfonderai le cerimoniose regole del protocollo o sibilerà la tua lingua a tastare l’aria d’intorno a cercare la direzione del tuo strisciare al caldo sasso?
Ma verrà il carro minore che luce sarà, poca ma basta, ad indicare la rotta di collisione ad intercettare la tua nave pirata con bauli zeppi di cuori sottratti nei letti gelati di gelosie ed altre passioni non proprio mie.
<Buonasera, si diriga alla casa cantonale lungo la strada nazionale!> Così mi dirai quando, nel bel mezzo del mio cammino tu e i tuoi briganti, mi sottrarrai al mio destino?
Lo vedi Signora che siamo due piccoli aquiloni di carta e senza filo? Sfortunatamente in mezzo ad un vulcano che sta per scoppiare e un cielo di piombo che sta per grandinare.
Allora ti leggerò il libro del mio Amore che racchiudo in mezzo alle mie dita, tra il medio e l’anulare, per mezzo secolo a venire sarai lì con occhi gonfi ad ascoltare ed io non potrò nemmeno un poco riposare. Bonny
giovedì, 27 gennaio 2005
Insciallah 
Sarà lunga, sarà molto lunga la strada che stiamo per percorrere Bambini storditi da solventi di colla Le loro rotte ginocchia che non hanno mai piegato ai marmi di un altare Mani veloci a sottrarre quello che non possiamo donare Ed occhi e capelli nerissimi Profezia del nostro inferno di là delle ossa e della carne.
Suonano piano, suonano pianissimo le note che stiamo per ascoltare Mamme che bisbigliano ninnananna E labbra che ciucciano capezzoli rosa Lenzuola che sbattono ad un vento che porta aquiloni E piccoli ronzanti aeroplani lontano, lontano che vanno.
Sarà breve, di un solo attimo l’emozione che sta per venire Come un sasso sottile che sfiora libellule sullo stagno profondo Come la vita di un giglio e del suo polline Meno del mese secondo Meno della vita più breve del più piccolo figlio che nel ventre s’è perso.
Sarà dolce, sarà dolcissimo quello che sta per accadere (Insciallah) Quando spiegheremo le nostre vele e il cuore dalle labbra ne uscirà E dieci meno dieci non sarà mai uguale a zero Quando le nostre mani avranno unghie di caramelle e nocche di albicocche Quando all’inizio di ogni discorso non “dunque” più sarà ma “Bellissimo Amore”.
Bonny
venerdì, 21 gennaio 2005
Fratello Francesco 
Mamma mi guardi che torno su questa terra? Mamma mi puoi vedere che torno dalla guerra? Lascia la porta socchiusa che forse di notte sarà il mio ritorno e dei ladri non avere paura che il peggio predone sarò io il tuo unico figlio Francesco perché solo io posso rubare ciò che non è possibile con altri dividere: la tua maternità, poiché se di tutti sarò Fratello allora tutte le madri mi chiameranno Figlio. E se di Fratello Lupo e Sorella Povertà dividerò il giaciglio allora figlio di Cagna, figlio di Dio sarà l’Amor tuo tuo Figlio. Bonny Bonny
lunedì, 17 gennaio 2005
Prima che l’alba (n.2)
Baciami stella prima che l’alba sia fatta, accarezzami piano là dove, tra una ruga e un sorriso, i sogni si fanno. Dolcissima stella quel filo di ferro che ho piegato nel cuore, con le tue dita bianchissime, strappalo ora e posalo nel più profondo dei pozzi. Prendimi stella e stringi forte il mio petto così che le ingiurie che all’orecchio m’han detto non trovino sussurro né voce ‘chè in me adesso non c’è più rancore. Parlami ancora stella dell’argento e del miele che dai capelli alle spalle ti scende e di quando sei tu che telefoni piano perché un mio squillo il cuore ti muove. La mano e il suo anello prendimi stella giacchè l’alba ancora non s’è fatta. Bonny
venerdì, 07 gennaio 2005
Prima che l’alba (n.1) Vattene stella prima che l’alba si stenda. Ti ho amata tutta notte ma ora è fatica Fila diritta ad ovest sulla strada ad abbagliare un’altra vita. Poi, quando giochi a carte con la mano del Fante e di un Re, nel fondo del bicchiere di cristallo lascia due gocce di birra senza spuma per me. E quando torni a casa puoi chiuder la tua porta ma se metti un cartello con su scritto “non disturbare” le mie dita troveranno una fessura per venirti a carezzare. E se sulle tue labbra, bianche di brina che luccica, resta un posto per giocare aspettami là fuori, così che ti vengo a baciare. Con te ho perso dalla prima partita foglie d’acero racchiuse nell’agenda, io non lo sapevo, ma se il premio è il mio cuore, prendilo stella prima che l’alba si stenda. Bonny
giovedì, 23 dicembre 2004
V E R B O

Di quale tempo e di quale necessità
Di quale virtù ci dovremo caricare
Prima che sia giunto questo Natale
E di ogni natale di ciascun apostolo
Di ogni fratello mio
Di ogni sorella mia
Ma dalle tue stelle,
prima di Aristarco, di Tolomeo e Galilei,
Dal centro dell’universo
su questo mucchio di sabbia ed acqua
Spargi ogni tanto
Brillantini come stelle comete
Che poco riflettono ai miei occhi
Così che solo mi pare di sentire
il mio nome e la Tua Voce
Che ci vuoi fare?
Forse sono poco sensibile
o forse troppo ignorante
e non c’ho niente da capire
Ma io che per una certezza
avrei scavalcato l’oceano e le sue fiere
io che avrei, per una conferma soltanto,
sorvolato tutte le tempeste e cavalcato il vento
stasera davanti all’unico presepe
Akkaba, Betlemme, Calcutta, Dublino…
Stasera mi pare di sentire
il mio nome e la Sua Voce.
Bonny
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.
(Gv. 1,14)
mercoledì, 15 dicembre 2004
domenica, 05 dicembre 2004
Pelle di Palmolive
(Signorina Non-me-ne-frega-niente)

L’ho perduta una volta nel troppo lento evolversi della mia infanzia
Nella tenerezza che credeva ai poeti (quegli infedeli!) ed al cinema
Ma io non ho perso il vizio:
diecimila lire per poi commuovermi fino a crederci
Ma è così che dormo liscio.
E tu signorina Non-me-ne-frega-niente che scivoli scalza tra scaffali di libri e VHS
entro i candidi intonaci di casa tua
Le senti ancora quelle parole -aspetta, ancora aspetta-
Che chiama da ogni libro, che sussurra da ogni video cassetta?
O forse che in ognuno dei tuoi orecchi non c’è più alcun posto
perché s’è già confuso l’idillio tra Ulisse e le Sirene?
O che i tuoi neri occhi lo scherzo di un rimmel ha incollato a coprire le pene?
Ma tardi non sarà per te mai
Pelle di Palmolive
Che ancora ti aspetto e per te ancora c’è posto nel mio taxi
E sarà (per te) forse troppo banale
Comunque ti ho comprato un libro solo:
una tragedia scritta da Euripìde
Che, se ben ricordo, si chiama “Ifigenia in Aulìde”.
Bonny

venerdì, 26 novembre 2004
Puttana con orecchini
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