BONNY Vagabondo in Occidente

   
Scrive qui


..."quella notte non riuscii a distruggerla anche se le molle sprizzavano scintille che rimbalzavano sui muri. più tardi là seduta in sottoveste bevendo Old Grandad disse: come mai un tipo come te vive in una stamberga come questa? e io dissi: sono un poeta e lei buttò indietro la bella testa e rise. tu? tu... un poeta?... (Charles Bukowski, Un cavallo da 340 dollari e una puttana da cento)

 


Sorridi!
Anche qui sei su Occidente

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sabato, 24 novembre 2007
 



“sei talmente stupido”


mi dici soldatina


“quando parli m’impazzisce anche la chiara d’uovo”


e tu sai dove te la metterei burro compreso?


 


“Sei così pieno di te”


Mi dici soldatina


“Così pavone, così tacchino”


Quando lo dici penso solo che mi farei una bella pollastrina?


 


“Stammi lontano vanesio”


Mi sbatti in faccia


“Di te potresti riempire un’enciclopedia e riscrivere la Bibbia”


Ma tu lo sai che scrivo poesie solo per fotterti?


 


“Sei così superficiale”


Mi dici soldatina


“Pensi solo a quella cosa lì”


Io invece no, io ho pensieri più profondi… capisci, vero?


 


Bonny

postato da occidente | 18:56 | commenti (7)


venerdì, 16 dicembre 2005
 

LUCE

se della memoria e delle immagini rimarrà impressa luce nello spazio

di questo giorno, di questo bacio,

di questo sfiorarsi dolcemente il petto

oh amore

nulla luce si consuma alle origini di questo universo

nel latte che tutte le mattine alla tazza verso

al passo che lento di vita si allontana

alle tue caviglie

dove saremo quando raggio rifulge?

  

Tu al governo di Dio ed io presso di te

che nulla è nulla e mai e poi mai…

 

   

 Bonny

postato da occidente | 19:58 | commenti (67)


mercoledì, 23 novembre 2005
 

48 AMANTI

 

Giocatore di bocce 

che calcoli la misura il peso e la forza 

di sfere che in parabole la distanza sottende 

cos’è per tua moglie che dalla mano ti sfugge

se una carezza lei si attende?

   

E tu del cielo scienziato

che conosci degli astri il moto preciso,

lo zenit, l’eclisse e il tempo del fedele solstizio

e d’ogni pianeta e d’ogni cometa la rotta e il suo giorno

quand’è che hai guardato la luce negli occhi di tua moglie

la sera al tuo ritorno?

 

E poi anche tu rigattiere

che di legni e d’argento il tempo ti svela che arnesi t’han fatto

e valuti il fregio e l’incastro perfetto

per quanto hai venduto tua moglie,

per quanto il vostro letto?

 

Avevo una moglie una volta

con lei avevo perso la misura il tempo e il valore

ed ora è per me stesso,

né per lei né per i suoi 48 amanti,

che serbo rancore.

 

 

Bonny

postato da occidente | 19:16 | commenti (40)


mercoledì, 03 agosto 2005
 

 

il giallo l’ho graffiato sulla pelle che scaldava

il rosso, tutta una vita per evitarlo, adesso il cuore è brace

del verde non ho alcuna invidia a tre giorni dall’autunno

al celeste senza alcun confine

ed al grigio fratello suo chiedo limite e misura

al blu invece mio fratello ho scippato le parole più cupe

ma del bianco ho scelto figli

e del nero me ne frego che mi fa paura

Bonny

postato da occidente | 13:18 | commenti (63)


domenica, 19 giugno 2005
 

COLLINA DI COLORE

nel mare della luce non ho scritto

né di te né di me

però l’ho pensato

 

quando a quel rudere ho chiesto la sua età

ho generato la sua vita e mi ha condotto

a raccogliere semi da ciascun fiore

insieme seminiamo una collina intera

proprio ai confini dell’autostrada

così che dalle automobili tutti possano vedere

tutti possano pensare ai centocinquanta all’ora:

“che ne sarà di tutto quel colore?” 

 

nel mare della luce non ho scritto

né di te né di me

però può bastare una collina di colore

 

bonny

postato da occidente | 10:14 | commenti (50)


venerdì, 27 maggio 2005
 

intervallo

postato da occidente | 10:31 | commenti (31)


giovedì, 12 maggio 2005
 

BALLERINA DI FANDANGO

Giù, sull’unica sponda d’accesso a quel fiume,
scenderò dolcissimo ballerina di fandango.

Ti porterò lavanda e ossi di seppia
non farmi quel trucco e attendi un istante
non sciogliere il nodo che lega la barca.

Ho parlato col mio vecchio maestro di scuola
dell’unica storia che non avevo mai letto,
di un libro strappato il primo giorno sulla porta di scuola.

Così adesso scenderò dolcissimo
e con miele di acacia sulla punta delle dita
t’accarezzerò le rughe agli angoli delle labbra
ballerina di fandango.


Bonny

postato da occidente | 11:06 | commenti (50)


martedì, 19 aprile 2005
 

NONOSTANTE QUESTO

mi fu data prova certa

mi fu concesso di tastare

con dita perplesse

della forma di seguirne i contorni

e il vasto spazio occupato

della superficie di palparne

le asperità e la parte più vellutata

mi fu permesso di annusare

di zolfo e cloro

e tempo e tempo e tempo

persino per poter gustare

palato rugginoso dolceamaro

non ho creduto alla sua essenza

eppure dell’Invidia

nondimeno della Gelosia

mi fu dato grasso boccone

e straripante coppa

ed io …

ancora lì che non ci credo

Bonny

postato da occidente | 13:34 | commenti (56)


domenica, 10 aprile 2005
 

PICCOLA RUGA

appassiscono questi anni ma l’immagine tua, in virtù di un innaturale destino,

ha maggior splendore, ed i tuoi innamorati,

presi da rinvigorita euforia, esitano alla tua processione

tu che, scalza di ogni comune attributo,

alla sorte ed al suo recapito hai premesso,

col patto suggellato in età,

la tua sfacciata lusinga

 

siamo di luce eppure la caligine avrà conquista

le nostre palme avranno altri eredi, ed apparirà decadente

l’ostentazione della maturità a piccoli tagli soggiogata

nello svogliato rimiro della vita trascorsa splenderanno piccole rughe

dove bene e pena netto il solco distinguono

 

fammi sapere se ancora ti interessa questa faccia di vento e calcare

questa è la mia casa, questo è il mio indirizzo

prendi nota nella tua piccola agenda d’acciaio

e se ancora avrai  tempo che ti trattiene, mandami un biglietto

 

Bonny

postato da occidente | 12:36 | commenti (36)


lunedì, 21 marzo 2005
 

NON TUTTO E' EROSO

All’impeto del giudizio dovrei domandare mutamento
Ed alla sprovveduta sincerità chieder di volgere ad un più dignitosa
Calcarea prudenza?

Del geroglifico che Dio di me ha impresso
Su ripida rupe
Il ramarro ne fece oscena tana e
L’eguale smeraldino muschio
Dal suo escremento ne trasse saprofita vantaggio

Si persero i suoi vividi prescelti toni e il netto intaglio
Nel vorticar d’acqua e di nebbie
Ora la vaga luce guizza
Con imprecisi segmenti
Agli occhi ingannati

L’indeterminata ora dello sfinimento
Mi troverà giocando a mosca cieca quando io
Credevo di giocare ai quattro cantoni
Tra l’america, l’africa, l’asia e l’oceania semplicemente
Mi beccherà in pianura padana poi
Con far di pietà
Ne pulirà le volgari tracce dell’oltraggio
Ne dipingerà i solchi in tinta di memoria
E rosso color del sangue ossigenato

L’immenso sole sposterà un suo raggio per rinnovare
Con far di grazia
Il rinvenuto coraggio

Provateci voi ora a ragionar di solo cuore
Che il polso mio di spada ho rotto
Che lingua di eloquenza s’è dissolta

Di quel graffito su quel sasso non tutto è eroso

Bonny

postato da occidente | 20:27 | commenti (51)


lunedì, 14 marzo 2005
 

IL TEMPO CHE HO

(SE E QUANDO)

Se e quando ci avremo

non voglio che sia di pelle né di labbra

non voglio che sia di altrui dolore

non voglio che sia di rancore

per poi sentir dire:

facciamola finita una volta per tutte

come se per te fosse insignificante

 

se e quando ci avremo

non voglio che sia come l’onda alla sabbia

come maestrale alle ali del migratore

non come puledra alle gonfie mammelle

che il tempo

in suprema potenza separa

 

Come pietra alla torre

come radice alle foglie

così come le vene al cuore

voglio che sia

se e quando ci conquisteremo

 

non ho comunque tanta fretta

mi basta soltanto un secondo

per non lasciarti mai

Bonny

postato da occidente | 20:04 | commenti (30)


domenica, 06 marzo 2005
 

UNA BAMBOLINA DA QUATTRO SOLDI

 

Ho pianto e pregato per voi se mi credete
Ora sono stanco e non ne sono capace
Ma voi che ancora potete dite una preghiera per me
Per me soltanto
Che per ognuno di voi ha pianto e pregato

Ho predicato per le città del fiume
senza un drappello a seguirmi
Non una medaglia a fregiare queste stracci
Ho raccolto la mia bellezza e l’ho gettata da un ponte
Non avevo nessuno a guardarmi

Il mio cuore l’ho sputato su strade d’asfalto e kerosene
L’ho barattato per una vacanza premio coi punti del supermercato
Né figli né donne a baciarmi
Dei miei soldi e del mio cappello ho fatto carità
Non ho un vestito decente per andare in chiesa

C’è un amore banale che fa male a pensarci
Una bambolina da quattro soldi
L'ho incontrata in una balera da due soldi
L’avrei pagata il doppio di ciò che chiedeva
Ma non avevo nemmeno un fiore da regalarle

Ho corso veloce su questo pantano
Non ho raccolto nessun frutto dall’albero del male
Nessun frutto dall’albero della grazia
Convergono ora come spade le indecenze della nullità
Avrei potuto almeno raccogliere fango da bere

Se mi chino o Padre su questa riva del mare
Posso pigliare pesci con le mie mani
Posso mietere rami e spine di ginepro
Sale grezzo e bruno e rosmarino selvaggio
Ma non ho nemmeno una scintilla per accendere un fuoco

Ho pianto e pregato per voi se mi credete
Ora sono stanco e non ne sono capace
Ma voi che ancora potete dite una preghiera per me
Per me soltanto
Che per ognuno di voi ha pianto e pregato

Bonny

postato da occidente | 22:00 | commenti (38)


domenica, 27 febbraio 2005
 

TRE CARTE

Potrei essere più realista stanotte
Mentre scendo piano giù da questa valle deserta
La mia berlina ha il motore al minimo
C’è un silenzio di neve stanotte
E forse c’è un cielo dietro quei monti punteggiati
Forse c’è un cielo dietro quelle foreste
Ma io scivolo piano giù insieme alla mia berlina
E non sono per niente realista.

C’è un unico bar su questa strada
La gente gioca con sole tre carte in silenzio
Ho sete ma non importa
Ho sonno ma debbo scendere giù da questa valle
Ci sarà un dio stanotte che mi terrà la mano,
che sveglierà i miei occhi
Ci sarà almeno una sola speranza che tu mi aspetterai
Ma non sono per niente realista.

Non voglio ascoltare nessuna radio stanotte
Nessuna voce, nessuna canzone
Che potrebbe raccontare di te
Del tuo omicidio, del tuo delirio
Di te che sei partita e di te che non tornerai
Debbo solo scendere da te in questa notte di neve e di tre carte
Debbo mostrarti le mie colpe.

Ti svelerò i miei segreti, i miei trucchi ed i miei inganni
Ti mostrerò cento costumi di scena ordinati per situazione
Ti porgerò una tanica di gasolio ed una torcia accesa
Sceglierai tu la tua vendetta stanotte:
me, la mia berlina od i miei costumi.
Aspettami stanotte prima di giudicare
Prima di scegliere la tua carta.

Bonny

postato da occidente | 10:49 | commenti (48)


lunedì, 21 febbraio 2005
 

PICCOLO UOMO FRAGILE

Solitario olmo di oltre cent’anni
Che sotto di te l’orzo, l’avena e il trifoglio s’avvicenda
Che di fulmini e della pioggia grossa di maggio
Del gelo e della brina e di cento freddi solstizi hai tremato
Che del vento che i rami ti strappa
Del meriggio che d’estate ti secca
Dov’è che radici hai piantato?

Su questa umile terra!
Che gonfia al livore del temporale
E crepa nei giorni di mezzo
Che sprezzi col piscio e lo sputo
Mio piccolo e fragile uomo
È proprio in questa terra che sono cresciuto
.


Oh vento che di nulla sei fatto
Che odori di foglie morenti
Di sabbie del Sahara, di ozono pungente
Che porgi l’asciutto e scambi con l’acqua
Poi, teso rimani all’ala che plana
Che sibili forte alle porte rinchiuse
Dov’è che ti svuoti e alfine riposi?

Su questa umile terra!
Che gonfia di ansie e sospira di notte
Che soffia d’invidie
E tesse miserie con filo di seta
Mio piccolo e fragile uomo
È questo quel luogo che infine mi quieta
.


E tu fiume, che anche la roccia al tuo passo si fende
Che accogli di fossi, canali e di ghiacci l’abbraccio
Che scivoli sotto le radici dei pioppi
Poi in cielo in silenzio svapori
E su argini e fossi fai salti di limo
Dov’è che riposi in questo cammino?

Su questa umile terra!
Ch’è verde di boschi e lattuga
Che nuvole in mare tempesta e s’asciuga
E offendi con lacrime e tradimenti di ciascuno sposo
Mio piccolo e fragile uomo
È lungo queste strade che io mi riposo
.


Infine dimmi tu di schizzanti elettroni luce
Che invadi l’ombra e le notti
E dritta o riflessa colori
Che tagli d’obliquo pareti e finestre
E dentro ciascuna di esse hai spiato
Che navi con cento cannoni hai scortato
E sotto ogni monte un giorno hai brillato
Dov’è che ti spegni, dov’è che finisci?

Su questa umile terra!
Che cambia di facce e ha gli occhi rotanti
E ancora s’abbaglia a rari diamanti
Ove spargi rancore e scordi l’Amore sublime
Mio piccolo e fragile uomo
È dentro i tuoi sogni che io trovo fine
.



Bonny

postato da occidente | 12:16 | commenti (28)


domenica, 13 febbraio 2005
 

Piccolo Motel del Rimmel scaduto

Dove si sdraierà stanotte la moglie del Vagabondo?
Quale dei suoi cinque letti stanotte sceglierà?
Aspetterò che venga il mio turno
Che siano lavate e stirate le mie lenzuola
Intanto praticherò il mio giudizio
Affinché nessuno possa dire:
“Ha sottratto tempo al suo tempo!”
ed un altro di me dica:
“Ha governato a tempo scaduto!”

Ho assediato tutti i motel di questa città
Ho seminato biglietti da venti
Per sentirmi dire da ogni portiere:
“non c’è un letto libero ragazzo,
nè per il giorno né per la notte”
ma ogni prenotazione porta il tuo nome
su ogni registro c’è un filo dei tuoi capelli.

Stai attenta bambina,
se puoi non farmi male
insieme ad un altro fottuto
nel Piccolo Motel del Rimmel scaduto.

Mi incammino su qualsiasi strada
Ognuna porta alla Nuova Gerusalemme
Sui cigli la gente sta fabbricando nuove croci
Le ragazze intrecciano rami di biancospino
Le mie scarpe sono sporche e bucate
Non posso salire quel monticello
Non senza averti detto che probabilmente ti amo.

Oh, delle cospirazioni e delle menzogne!
ho pensato che c’è un accordo non scritto
tra te ed alcuni ladroni
ma sto costruendo patiboli senza alcun progetto
senza corde, senza bastoni
Madre, oh madre ho voglia della tua casa
Mi manca il caffelatte della mattina

E tu bambina ripensaci
se puoi non farmi male
insieme ad un altro fottuto
nel Piccolo Motel del Rimmel scaduto.
 

Bonny 

postato da occidente | 11:32 | commenti (61)


domenica, 06 febbraio 2005
 

VERRA' IL CARRO MINORE

A me lo diresti mai che sotto questo albero hai visto fiori sbocciare sul legno?
Fiori rosa, fiori di pesco, un trionfo di profumo,
un tripudio di malinconia e di pioggia leggera, leggera
fino al polline, entro i cangianti calici.
E le api, e le vespe che si ritirano a fronte di tutte quelle lacrime
così come mi ritiro io a fronte delle tue lacrime entro i tuoi cangianti occhi,
sull’esilio del nostro Amore a rivedere tutte le spine
venute poco a poco che nessuno sembravano ferire.

Ma della vanità del tuo impietosire,
dei giudizi, chi sarà più salvo al nostro dire?
Sfonderai le cerimoniose regole del protocollo
o sibilerà la tua lingua a tastare l’aria d’intorno
a cercare la direzione del tuo strisciare al caldo sasso?

Ma verrà il carro minore che luce sarà, poca ma basta,
ad indicare la rotta di collisione
ad intercettare la tua nave pirata con bauli zeppi di cuori
sottratti nei letti gelati di gelosie ed altre passioni non proprio mie.

<Buonasera, si diriga alla casa cantonale lungo la strada nazionale!>
Così mi dirai quando, nel bel mezzo del mio cammino tu e i tuoi briganti, mi sottrarrai al mio destino?

Lo vedi Signora che siamo due piccoli aquiloni di carta e senza filo?
Sfortunatamente in mezzo ad un vulcano che sta per scoppiare
e un cielo di piombo che sta per grandinare.

Allora ti leggerò il libro del mio Amore
che racchiudo in mezzo alle mie dita, tra il medio e l’anulare,
per mezzo secolo a venire sarai lì con occhi gonfi ad ascoltare
ed io non potrò nemmeno un poco riposare.

Bonny

postato da occidente | 11:51 | commenti (37)


giovedì, 27 gennaio 2005
 
 

Insciallah 

Sarà lunga, sarà molto lunga la strada che stiamo per percorrere
Bambini storditi da solventi di colla
Le loro rotte ginocchia che non hanno mai piegato ai marmi di un altare
Mani veloci a sottrarre quello che non possiamo donare
Ed occhi e capelli nerissimi
Profezia del nostro inferno di là delle ossa e della carne.

Suonano piano, suonano pianissimo le note che stiamo per ascoltare
Mamme che bisbigliano ninnananna
E labbra che ciucciano capezzoli rosa
Lenzuola che sbattono ad un vento che porta aquiloni
E piccoli ronzanti aeroplani lontano, lontano che vanno.

Sarà breve, di un solo attimo l’emozione che sta per venire
Come un sasso sottile che sfiora libellule sullo stagno profondo
Come la vita di un giglio e del suo polline
Meno del mese secondo
Meno della vita più breve del più piccolo figlio che nel ventre s’è perso.

Sarà dolce, sarà dolcissimo quello che sta per accadere
(Insciallah)
Quando spiegheremo le nostre vele e il cuore dalle labbra ne uscirà
E dieci meno dieci non sarà mai uguale a zero
Quando le nostre mani avranno unghie di caramelle e nocche di albicocche
Quando all’inizio di ogni discorso non “dunque” più sarà ma
“Bellissimo Amore”.

Bonny

postato da occidente | 14:09 | commenti (53)


venerdì, 21 gennaio 2005
 

Fratello Francesco

Mamma mi guardi che torno su questa terra?
Mamma mi puoi vedere che torno dalla guerra?
Lascia la porta socchiusa che forse di notte sarà il mio ritorno
e dei ladri non avere paura che il peggio predone sarò io
il tuo unico figlio Francesco
perché solo io posso rubare ciò che non è possibile con altri dividere:
la tua maternità,
poiché se di tutti sarò Fratello
allora tutte le madri mi chiameranno Figlio.
E se di Fratello Lupo e Sorella Povertà dividerò il giaciglio
allora figlio di Cagna, figlio di Dio sarà l’Amor tuo
tuo Figlio.

Bonny

Bonny
postato da occidente | 17:55 | commenti (30)


lunedì, 17 gennaio 2005
 
 
Prima che l’alba (n.2)

Baciami stella prima che l’alba sia fatta,
accarezzami piano là dove,
tra una ruga e un sorriso,
i sogni si fanno.
 
Dolcissima stella
quel filo di ferro che ho piegato nel cuore,
con le tue dita bianchissime,
strappalo ora e posalo nel più profondo dei pozzi.
 
Prendimi stella e stringi forte il mio petto
così che le ingiurie che all’orecchio m’han detto
non trovino sussurro né voce
‘chè in me adesso non c’è più rancore.
 
Parlami ancora stella dell’argento e del miele
che dai capelli alle spalle ti scende
e di quando sei tu che telefoni piano
perché un mio squillo il cuore ti muove.
 
La mano e il suo anello prendimi stella
giacchè l’alba ancora non s’è fatta.
 
Bonny
postato da occidente | 08:54 | commenti (35)


venerdì, 07 gennaio 2005
 
Prima che l’alba (n.1)
 
Vattene stella prima che l’alba si stenda.
Ti ho amata tutta notte ma ora è fatica
Fila diritta ad ovest sulla strada
ad abbagliare un’altra vita.
 
Poi, quando giochi a carte
con la mano del Fante e di un Re,
nel fondo del bicchiere di cristallo
lascia due gocce di birra senza spuma per me.
 
E quando torni a casa puoi chiuder la tua porta
ma se metti un cartello con su scritto “non disturbare”
le mie dita troveranno una fessura per venirti a carezzare.
 
E se sulle tue labbra, bianche di brina che luccica,
resta un posto per giocare
aspettami là fuori, così che ti vengo a baciare.
 
Con te ho perso dalla prima partita
foglie d’acero racchiuse nell’agenda,
io non lo sapevo, ma se il premio è il mio cuore,
prendilo stella prima che l’alba si stenda.
 
Bonny
 
postato da occidente | 10:18 | commenti (35)


giovedì, 23 dicembre 2004
 

V E R B O

 

 

Di quale tempo e di quale necessità

Di quale virtù ci dovremo caricare

Prima che sia giunto questo Natale

E di ogni natale di ciascun apostolo

Di ogni fratello mio

Di ogni sorella mia

 

Ma dalle tue stelle,

prima di Aristarco, di Tolomeo e Galilei,

Dal centro dell’universo

su questo mucchio di sabbia ed acqua

Spargi ogni tanto

Brillantini come stelle comete

Che poco riflettono ai miei occhi

Così che solo mi pare di sentire

il mio nome e la Tua Voce

 

Che ci vuoi fare?

Forse sono poco sensibile

o forse troppo ignorante

e non c’ho niente da capire

 

Ma io che per una certezza

avrei scavalcato l’oceano e le sue fiere

io che avrei, per una conferma soltanto,

sorvolato tutte le tempeste e cavalcato il vento

stasera davanti all’unico presepe

Akkaba, Betlemme, Calcutta, Dublino…

Stasera mi pare di sentire

il mio nome e la Sua Voce.

 

Bonny

 

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

(Gv. 1,14)





postato da occidente | 23:00 | commenti (65)


mercoledì, 15 dicembre 2004
 
postato da occidente | 09:35 | commenti (47)


domenica, 05 dicembre 2004
 

Pelle di Palmolive

(Signorina Non-me-ne-frega-niente)

L’ho perduta una volta nel troppo lento evolversi della mia infanzia

Nella tenerezza che credeva ai poeti (quegli infedeli!) ed al cinema

Ma io non ho perso il vizio:

diecimila lire per poi commuovermi fino a crederci

Ma è così che dormo liscio.

 

E tu signorina Non-me-ne-frega-niente che scivoli scalza tra scaffali di libri e VHS

entro i candidi intonaci di casa tua

Le senti ancora quelle parole -aspetta, ancora aspetta-

Che chiama da ogni libro, che sussurra da ogni video cassetta?

O forse che in ognuno dei tuoi orecchi non c’è più alcun posto

perché s’è già confuso l’idillio tra Ulisse e le Sirene?

O che i tuoi neri occhi lo scherzo di un rimmel ha incollato a coprire le pene?

 

Ma tardi non sarà per te mai

Pelle di Palmolive

Che ancora ti aspetto e per te ancora c’è posto nel mio taxi

E sarà (per te) forse troppo banale

Comunque ti ho comprato un libro solo:

una tragedia scritta da Euripìde

Che, se ben ricordo, si chiama “Ifigenia in Aulìde”.

 

 

Bonny

postato da occidente | 10:38 | commenti (43)


venerdì, 26 novembre 2004
 

Puttana con orecchini